Capire i costi della voltura catastale significa scomporre una spesa che a prima vista sembra un unico importo ma che, in realtà, è la somma di più voci distinte. Il costo di una voltura catastale si compone dei tributi e degli oneri dovuti all’Agenzia delle Entrate e, quando ci si affida a un tecnico, della sua parcella. Non esiste quindi un prezzo fisso valido per tutti: dipende da quante volture presenti, da quanti immobili sono coinvolti e da quanto è lineare la situazione catastale di partenza. In questa pagina trovi le componenti di spesa e i criteri che le fanno variare.
In sintesi: a ottobre 2026 ogni domanda di voltura costa 70 euro di tributo speciale catastale più 16 euro di imposta di bollo ogni quattro pagine. Il totale cambia con il numero di domande e con l’eventuale parcella del tecnico.
Le voci che compongono i costi della voltura catastale
La prima distinzione utile riguarda la natura delle spese. Da un lato ci sono gli importi che vanno versati allo Stato, fissati per legge e uguali per chiunque presenti la domanda. Dall’altro c’è l’eventuale compenso del professionista, che è invece un valore di mercato e cambia da studio a studio.
Gli oneri dovuti all’Agenzia delle Entrate ruotano attorno a due voci principali. La prima è il tributo speciale catastale, l’importo richiesto per la registrazione della variazione di intestazione nella banca dati del Catasto. La seconda è l’imposta di bollo, dovuta sulla domanda di voltura. Entrambe si applicano, in linea di massima, per ciascuna voltura presentata: se in un’unica pratica confluiscono più immobili o più atti, il totale cresce di conseguenza.
Il costo che vedi non è un prezzo commerciale: la parte versata all’Agenzia è un tributo di legge, la parte del tecnico è una parcella professionale. Sono due mondi diversi che vanno letti separatamente.
Un punto fermo da tenere sempre presente: gli importi dei tributi sono stabiliti da norme di riferimento e possono essere aggiornati. Per questo non ha senso affidarsi a cifre riportate a memoria o lette su fonti generiche. L’importo dei tributi va verificato alla fonte, cioè sui canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, prima di preventivare la spesa. Queste voci si inseriscono nel quadro generale dell’adempimento della voltura catastale, utile per capire a cosa corrisponde ciascun costo prima di chiedere un preventivo.
Tributo speciale, bollo e diritti: la parte fissa
Le voci versate all’erario sono la componente più prevedibile del costo, perché non dipendono dalla trattativa ma da un parametro di legge. Questo le rende il punto di partenza di ogni stima seria. La tabella seguente riepiloga le voci tipiche e come si applicano.
| Voce | A cosa si riferisce | Come si applica |
|---|---|---|
| Tributo speciale catastale | Registrazione della variazione di intestazione | In genere per ogni voltura presentata |
| Imposta di bollo | Domanda di voltura | Sulla singola pratica/domanda |
| Eventuali diritti | Oneri accessori secondo la modalità di presentazione | Variabili in base al canale |
Il numero di immobili e la complessità della pratica incidono sul totale: una voltura che riguarda un solo bene con un’intestazione lineare pesa meno di una che coinvolge più particelle, più quote o situazioni non allineate. Quando i dati di partenza non coincidono, prima della voltura può servire una correzione, e questo sposta il discorso su un’altra attività catastale con costi propri.
Più aumentano gli immobili e le quote coinvolte, più cresce il numero di volture da presentare: è qui che il totale si allontana dalla singola voce di tributo.
Chi presenta la domanda in autonomia, tramite i servizi telematici dell’Agenzia, sostiene di norma le sole voci di tributo. È la strada più economica sul piano puramente contabile, ma presuppone dimestichezza con la piattaforma e con la lettura delle visure. Un errore nella compilazione può generare rettifiche successive, con nuovi passaggi e nuovi oneri.
Fare la voltura da soli o delegare un tecnico
La seconda grande variabile di costo è la scelta tra autonomia e delega. Fare la voltura in autonomia riduce il costo alle sole voci di tributo; delegare a un tecnico aggiunge la parcella ma riduce il rischio di errori e il tempo speso. La convenienza dell’una o dell’altra via non è assoluta: dipende dalla complessità del caso e dalla confidenza con gli strumenti catastali.

Quando l’intestazione è semplice e i dati sono in ordine, la procedura fai-da-te è alla portata di molti. Quando invece ci sono discordanze tra atto e catasto, quote frazionate tra più soggetti o volture legate a successioni, il supporto di chi presenta pratiche catastali e rilievi come attività ordinaria riduce sensibilmente il margine di errore. La parcella, in questi casi, va letta come il costo per evitare rettifiche più onerose a valle.
| Modalità | Cosa paghi | Quando conviene |
|---|---|---|
| Autonomia | Solo tributo speciale e bollo | Intestazione lineare, un solo immobile, dati allineati |
| Delega al tecnico | Tributi + parcella professionale | Più immobili, quote, discordanze o volture da successione |
La parcella non ha un listino unico: dipende dal numero di volture, dalla necessità di verifiche preliminari sulle visure e dall’eventuale attività di allineamento dei dati. Per questo un preventivo serio parte sempre dall’esame del caso concreto, non da un importo generico.
Perché non esiste un unico prezzo
Mettendo insieme i due piani, quello dei tributi e quello della parcella, si capisce perché la domanda “quanto costa” non abbia una risposta secca. Il totale è la combinazione di voci fisse per legge e di scelte personali. Chi ha un solo immobile e presenta da sé la domanda si ferma alle voci di tributo. Chi eredita più beni, magari con quote diverse tra gli eredi, moltiplica le volture e quasi sempre si affida a un professionista.
C’è poi il caso della voltura catastale per successione, che segue regole e tempi propri e spesso si intreccia con la dichiarazione di successione: lì i costi vanno letti insieme agli adempimenti ereditari.
Prima di preventivare, conta gli immobili, verifica che i dati catastali coincidano con l’atto e decidi se procedere da solo: sono queste tre risposte a determinare la spesa reale.
Un consiglio pratico vale per tutte le situazioni: parti sempre dalla verifica dei dati alla fonte. Gli importi dei tributi si controllano sui canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate al momento della presentazione, perché possono essere aggiornati nel tempo. In questo modo la stima resta ancorata a valori reali e non a cifre indicative.
Costo voltura catastale nel 2026: gli importi ufficiali
Il costo della voltura catastale dovuto all’Agenzia delle Entrate è oggi di 70 euro per ogni domanda, a titolo di tributo speciale catastale, più 16 euro di imposta di bollo ogni quattro pagine. Una domanda che sta in quattro pagine costa quindi 86 euro di soli tributi. Dal 1° gennaio 2025, con il D.Lgs. 139/2024, questa voce fa parte della tabella delle tasse per i servizi ipotecari e catastali: è il nome ufficiale di ciò che nella pratica si continua a chiamare tributo speciale catastale. Gli importi riportati qui sono quelli pubblicati dall’Agenzia delle Entrate a ottobre 2026.
| Voce | Importo | Regola di applicazione |
|---|---|---|
| Tributo speciale catastale | 70 euro | Per ogni domanda di voltura |
| Imposta di bollo | 16 euro | Ogni quattro pagine della domanda |
| Parcella del tecnico | Su preventivo | Solo se si delega la pratica |
Due regole spiegano perché il totale cambia da un caso all’altro. La prima: serve una domanda distinta per ciascun atto e per ciascun Comune in cui si trovano gli immobili. Se erediti beni in tre Comuni presenti tre domande e paghi tre volte tributo e bollo. La seconda: catasto fabbricati e catasto terreni seguono domande distinte.
Ci sono anche casi in cui non paghi nulla. Sono esenti da tributo e bollo le domande che dipendono da atti soggetti all’imposta di registro proporzionale (9%, 2% o 12%), come la maggior parte delle compravendite tra privati: lì la voltura viaggia con l’atto, trasmessa dal notaio insieme alla registrazione. Dal 1° gennaio 2025, inoltre, alla morte dell’usufruttuario la riunione dell’usufrutto alla nuda proprietà è eseguita d’ufficio dall’Agenzia, senza oneri e senza adempimenti. Fanno eccezione l’usufrutto con diritto di accrescimento, che richiede una domanda ma esente, e l’usufrutto successivo o a termine, per cui restano domanda, tributo e bollo.
Costo della voltura catastale per successione e in caso di ritardo
Nelle successioni la domanda separata è ormai l’eccezione. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale automatica viene eseguita dall’Agenzia sulla base dei dati dichiarati. In quel caso non compili una domanda a parte: prima di inviare la dichiarazione calcoli e versi in autoliquidazione le imposte ipotecaria, catastale e di bollo e la tassa per i servizi ipotecari e catastali.
La voltura manuale resta necessaria quando l’automatismo non va a buon fine. Accade se i dati catastali di partenza non coincidono con quelli del defunto o se un passaggio precedente non è mai stato registrato. In questi casi si paga la singola domanda e, quasi sempre, serve prima riallineare l’intestazione.
C’è infine il costo del ritardo. La domanda va presentata entro trenta giorni dalla registrazione dell’atto o della dichiarazione di successione. Oltre il termine si applica una sanzione, riducibile con il ravvedimento operoso se si regolarizza spontaneamente. Una voltura dimenticata per anni emerge di solito al momento della vendita, quando il notaio rileva che l’intestazione catastale non corrisponde al venditore.
Domande frequenti
La voltura catastale ha un costo fisso uguale per tutti?
No. La parte versata all’Agenzia delle Entrate è stabilita per legge, ma il totale dipende dal numero di volture e di immobili coinvolti, oltre all’eventuale parcella del tecnico. Non esiste quindi un importo unico valido in ogni caso.
Posso risparmiare facendo la voltura da solo?
Presentando la domanda in autonomia si sostengono di norma solo il tributo speciale catastale e l’imposta di bollo, senza parcella. È la via più economica quando l’intestazione è lineare, ma richiede attenzione: un errore può comportare rettifiche e nuovi oneri.
Da cosa dipende l’importo della parcella del professionista?
Dal numero di volture da presentare, dalle verifiche preliminari sulle visure e dall’eventuale allineamento dei dati catastali. Situazioni con più immobili, quote o discordanze richiedono più lavoro e incidono sul compenso.
Dove verifico gli importi ufficiali dei tributi?
Sui canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, al momento della presentazione della domanda. Gli importi possono essere aggiornati, quindi vanno sempre confermati alla fonte e non stimati a memoria.
Qual è il costo della voltura catastale nel 2026?
Per ogni domanda si pagano 70 euro di tributo speciale catastale e 16 euro di imposta di bollo ogni quattro pagine. A questi importi si aggiunge la parcella del tecnico, se la pratica viene delegata.
La voltura dopo una compravendita si paga a parte?
No. La voltura è trasmessa dal notaio insieme alla registrazione dell’atto, senza una domanda separata da parte tua. Per gli atti soggetti a imposta di registro proporzionale non sono dovuti nemmeno tributo e bollo sulla voltura.
Se gli immobili sono in Comuni diversi quanto si paga?
Ogni domanda può riguardare immobili di un solo Comune. Servono quindi tante domande quanti sono i Comuni, e per ciascuna si versano tributo e bollo.